Guerra mediatica tra Telecom Italia e il settimanale L'Espresso: sul numero appena uscito in edicola dedica la copertina ed un lungo servizio all'"affaire Intercettazioni" ed, in particolare, alla figura di Giuliano Tavaroli, uomo di fiducia di Tronchetti Provera, già capo della Security di Pirelli e Telecom Italia da cui dipendeva il Cnag(ora dipende dagli Affari Legali), il Centro di assistenza per le intercettazioni regolarmente ordinate dalla magistratura. Ora Tavaroli è in esilio dorato come responsabile della filiale romena di Pirelli, anche se è ancora in organico presso Telecom Italia.
Telecom Italia spara contro ad altissimo livello: ha comprato intere paginone sui maggiori quotidiani italiani dove conferma di non avere niente a che fare con le intercettazioni, di limitarsi a supportare tecnicamente , nei confini previsti dalla legge, le intercettazioni effettuate dalle Forze dell'Ordine e minaccia denuncie contro chi dovesse affermare il contrario.
Da notare che il Sen. Franco De Benedetti, fratello dell'editore de L'Espresso, interviene sullo stesso tema, affermando che è un vantaggio per la difesa della privacy il carattere privato di Telecom Italia, mentre fino a qualche mese fa Marco De Benedetti, figlio di Carlo, era amministratore delegato di Tim, che ha lasciato perchè , dopo la fusione Tim-Telecom Italia, Tronchetti ha preferito affidare la guida della SuperTelecom a Riccardo Ruggiero.
